Pornografia telematica
L’accesso a siti internet contenenti materiale pedo pornografico configura il reato previsto e sanzionato dall’art. 603 ter codice penale. La norma in esame prevede l’ipotesi di sfruttamento dei minori di anni 18 per la realizzazione di esibizioni pornografiche o la produzione di materiale pornografico che viene sanzionata con la reclusione da sei a dodici anni di reclusione e con la multa da € 25.822 a € 258.228. E’ altresì sanzionata con la pena da uno a cinque anni di reclusione e con la multa da € 2.582 a € 51.645 la condotta di chi, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza materiale pedo-pornografico. Pertanto, l’accesso a siti contenenti materiale pedo-pornografico può costituire reato nell’ipotesi in cui l’accesso sia a titolo di dolo. Infatti, per la configurazione del reato è necessaria la sussistenza del dolo, vale a dire la coscienza e volontà di entrare in un sito pedo-pornografico al fine di adescamento o sfruttamento sessuale di minori degli anni 18. Il dolo o volontarietà dell’azione si desume dal numero degli accessi ai vari siti e dalla durata di permanenza negli stessi, oltre all’eventuale scaricamento di materiale pedo-pornografico.. Pertanto, la configurazione del reato è esclusa nell’ipotesi di accesso colposo o erroneo in siti di tale natura. L’accesso erroneo, purtroppo, non è infrequente, laddove si consideri che la maggior parte dei siti si celano sotto nomi che facilmente possono trarre in inganno circa il contenuto degli stessi
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